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Hai notato macchie, muffa o intonaci che si staccano nelle vecchie abitazioni galluresi? L’umidità nelle case in Gallura è un problema molto diffuso, soprattutto negli antichi stazzi in granito, costruiti con tecniche tradizionali che oggi richiedono interventi specifici e rispettosi della struttura originale. Come eliminare l’umidità nelle vecchie case in Gallura: il caso degli stazzi in granito

Hai notato macchie, muffa o intonaci che si staccano nelle vecchie abitazioni galluresi? L’umidità nelle case in Gallura è un problema molto diffuso, soprattutto negli antichi stazzi in granito, costruiti con tecniche tradizionali che oggi richiedono interventi specifici e rispettosi della struttura originale. Come eliminare l’umidità nelle vecchie case in Gallura: il caso degli stazzi in granito

In Gallura esistono ancora numerosi edifici storici realizzati secondo le antiche tecniche costruttive locali. Tra questi troviamo gli stazzi galluresi, costruzioni rurali in pietra che rappresentano una parte importante della tradizione architettonica del territorio. Questi edifici, spesso costruiti interamente in granito locale, possiedono un fascino unico, ma presentano frequentemente problematiche legate all’umidità di risalita.

Comprendere come sono state costruite queste abitazioni è fondamentale per intervenire correttamente senza compromettere l’equilibrio dell’edificio.

Come erano costruite le vecchie case in granito in Gallura

Le antiche case galluresi venivano realizzate utilizzando blocchi di granito locale legati con malte tradizionali. A differenza delle costruzioni moderne, non si utilizzava cemento armato, ma una miscela composta principalmente da:

  • terreno granulare di diversa granulometria;

  • materiali argillosi;

  • calce idrata.

Questa tecnica costruttiva permetteva agli edifici di “respirare” naturalmente, favorendo lo scambio di umidità con l’ambiente esterno.

Anche le fondazioni erano generalmente realizzate in pietrame, senza l’utilizzo di platee o travi in cemento armato. Proprio questa caratteristica rende oggi molte di queste strutture particolarmente soggette ai fenomeni di umidità di risalita capillare.

Perché compare l’umidità di risalita

Uno dei problemi più comuni nelle vecchie abitazioni in Gallura è la presenza di umidità che risale dalle murature e dai pavimenti.

Le cause possono essere diverse.

Pavimenti realizzati direttamente sul terreno

Molto spesso il pavimento originario veniva posato direttamente sopra un sottofondo di materiale granulare, chiamato comunemente “sabbione”, senza alcuna barriera impermeabile.

In pratica la stratigrafia tipica era composta da:

  • terreno naturale;

  • misto granulometrico;

  • pavimento o piastrelle.

L’umidità presente nel terreno tende quindi a evaporare e risalire direttamente verso la superficie del pavimento e successivamente verso le murature.

Differenza di quota tra interno ed esterno

Un’altra situazione molto frequente riguarda il livello del terreno esterno.

In molte abitazioni antiche il piano esterno risulta allo stesso livello del pavimento interno, o addirittura più alto. Quando piove, l’acqua tende ad accumularsi vicino alle murature, penetrando lentamente nella pietra e nelle malte tradizionali.

Con il tempo questo fenomeno provoca:

  • distacco degli intonaci;

  • muffe;

  • efflorescenze saline;

  • degrado delle murature;

  • cattivi odori;

  • ambienti poco salubri.

Gli errori da evitare

Uno degli errori più comuni è intervenire con materiali moderni non compatibili con le murature storiche.

Ad esempio:

  • intonaci cementizi;

  • pitture plastiche impermeabili;

  • resine non traspiranti.

Questi materiali impediscono alla muratura di traspirare, intrappolando l’umidità all’interno della parete e peggiorando il problema nel tempo.

Le vecchie case in granito devono invece mantenere la loro capacità naturale di evaporazione dell’umidità.

Come risolvere correttamente il problema

Ogni edificio necessita di un’analisi specifica, ma esistono alcuni interventi che nella maggior parte dei casi risultano molto efficaci.

1. Rimozione del vecchio intonaco degradato

Il primo passo consiste generalmente nel disincrostare e rimuovere il vecchio intonaco ammalorato fino a un’altezza di circa 1,50 metri.

In questa fase è importante eliminare:

  • intonaci cementizi;

  • sali superficiali;

  • parti incoerenti o distaccate.

2. Utilizzo di intonaci traspiranti

Successivamente si procede con la realizzazione di un nuovo intonaco macroporoso e traspirante a base di calce naturale.

Questi intonaci permettono:

  • la fuoriuscita del vapore acqueo;

  • la riduzione dei sali;

  • una migliore regolazione dell’umidità interna.

Anche la tinteggiatura finale deve essere traspirante, preferibilmente a base di calce o silicati.

3. Drenaggi esterni

Uno degli interventi più importanti consiste nella gestione dell’acqua esterna.

Quando possibile, è consigliabile realizzare drenaggi perimetrali per allontanare l’acqua piovana dalle fondazioni della casa.

Un corretto drenaggio può includere:

  • scavi lungo il perimetro;

  • ghiaia drenante;

  • tubazioni microforate;

  • geotessili filtranti;

  • pendenze corrette del terreno.

L’obiettivo è evitare che l’acqua ristagni vicino alle murature.

4. Realizzazione di un vespaio ventilato

Nelle situazioni più critiche è spesso necessario intervenire anche sui pavimenti interni.

Generalmente si procede scavando il sottofondo interno per una profondità di circa 40–50 centimetri.

Successivamente viene realizzato un vespaio ventilato, che crea una camera d’aria sotto il pavimento capace di ridurre drasticamente la presenza di umidità.

Il vespaio può essere realizzato:

  • con pietrame di grossa pezzatura secondo le tecniche tradizionali;

  • oppure mediante elementi modulari in materiale plastico (igloo o cupole areate) che permettono la ventilazione del sottofondo.

Attraverso apposite aperture di aerazione, l’aria circola sotto il pavimento eliminando l’umidità accumulata nel terreno.

Conservare le case storiche rispettandone il funzionamento originario

Le vecchie case in granito della Gallura non devono essere trattate come edifici moderni. Sono strutture vive, costruite con materiali naturali e tecniche tradizionali che richiedono interventi compatibili e rispettosi.

Utilizzare materiali errati o impermeabilizzare completamente le murature può peggiorare il problema invece di risolverlo.

Per questo motivo è fondamentale affidarsi a tecnici e imprese che conoscano realmente il comportamento delle costruzioni storiche galluresi.

Preservare uno stazzo o una casa in granito significa non solo eliminare l’umidità, ma anche mantenere intatta l’identità architettonica e culturale della Gallura.